LAVORO OCCASIONALE FINO A 5.000 EURO

LAVORO OCCASIONALE FINO A 5.000 EURO

Di Sandro Santucci

Il presente articolo vuole essere una breve guida chiarificatrice in relazione al contratto di lavoro occasionale fino a 5.000 euro e ai suoi limiti, cosi come definiti e ripresi dall’Agenzia entrate con la Risoluzione n. 41/E del 15 luglio 2020.

Lavoro occasionale fino a 5.000 euro guida completa per l'anno 2020 con tutti le caratteristiche fiscali e previdenziali.

Appurato, come ormai ben risaputo, che il lavoro occasionale fino a 5.000 euro si riferisce a quelle attività rese da parte di soggetti privi di partita IVA, da cui scaturiscano nell’anno corrispettivi non superiori a 5.000 euro lordi, è opportuno riassumere brevemente i profili civilistici, fiscali e previdenziali.

ASPETTI CIVILISTICI

Per ciò che attiene al primo aspetto, quello civilistico, è necessario conoscere che tale tipologia contrattuale, il cui termine giuridico corretto è ‘prestazione di lavoro autonomo occasionale‘, rispecchiando la natura autonoma dell’obbligazione, è considerata una prestazione di risultato al pari di quelle esercitate abitualmente e professionalmente dai soggetti titolati di partita IVA. L’unica differenza, infatti, è rappresentata dall’eccezionalità della prestazione, la quale essendo occasionale al di sotto dei 5.000 euro annui lordi (intesi come anno d’imposta, quindi anno civile: 1 gennaio – 31 dicembre) non obbliga il soggetto prestatore ad aprire la partita IVA e alla conseguente osservanza dei relativi obblighi contabili.

La natura della prestazione, pertanto, – descritta all’art. 2222 del codice civile – è caratterizzata dalla sfera di autonomia con cui il prestatore si obbliga a svolgere la propria opera, senza ad esempio essere assoggettato al potere tipico del datore di lavoro, come nel caso dei lavoratori subordinati.

FORMA DEL CONTRATTO

Appare utile anche specificare che la forma scritta del contratto di lavoro occasionale fino a 5.000 euro, seppur non sia obbligatoria al fine dell’esistenza della prestazione stessa, posto che può essere costituito anche verbalmente, è sempre consigliabile per facilitare la prova della sua esistenza, per l’eventuale rivendicazione di compensi non pagati ed, eventualmente, per potersi difendersi da eventuali opposizioni delle Amministrazioni quali INPS e Agenzia delle Entrate.

30 GIORNATE

Un aspetto di notevole interesse e molto frainteso è quello delle canoniche 30 giornate massime nell’anno. E’ bene chiarire che tale limite massimo non è relativo alle prestazioni di lavoro autonomo occasionale e che pertanto non sussiste nessun limite di giornate lavorabili nell’anno per tale tipologia contrattuale. Le 30 giornate imposte come tetto massimo erano state introdotte durante la riforma Biagi, per distinguere le collaborazioni coordinate e continuative a progetto, da quelle che, se inferiori a 30 giornate nell’anno, avrebbero costituito le mini collaborazioni coordinate e continuative senza progetto, la cui unica agevolazione era appunto la non obbligatorietà dell’individuazione del progetto all’interno del contratto. Ricordo che tali collaborazioni sono del tutto diverse dal contratto di lavoro autonomo occasionale, in quanto le prime, ad esempio, producono redditi di lavoro dipendente mentre le seconde, redditi diversi.

REGIME FISCALE

Come anticipato le prestazioni di lavoro occasionale fino a 5.000 euro producono redditi diversi che sono assoggettati a ritenuta d’acconto se svolte nei confronti di aziende o professionisti. Infatti, nel caso in cui il prestatore di lavoro autonomo occasionale svolga un’opera nei confronti di un privato deve solo emettere una ricevuta fiscale in cui indicare l’ammontare del compenso pattuito contrattualmente per il lavoro compiuto senza ritenuta d’acconto, IVA. Laddove invece la prestazione venisse resa nei confronti  di un soggetto titolare di partita IVA, come un’azienda o un professionista, nelle ricevuta il prestatore autonomo occasionale dovrà inserire l’importo lordo del compenso e la ritenuta d’acconto del 20% che andrà quindi a ridurre il netto da pagare. Tale ritenuta d’acconto rappresenta una parte di imposte che il committente azienda o professionista ha l’obbligo di versare entro il 16 del mese successivo all’Erario per conto del prestatore.

DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Risulta importante chiarire anche che la dichiarazione dei redditi non è obbligatoria solo nel caso in cui il soggetto percepisca esclusivamente redditi di lavoro autonomo occasionale fino a 4.800,00 euro lordi annui. Diversamente nel caso di percezione di reddito sia di lavoro autonomo occasionale che ad esempio di lavoro dipendente, è necessaria la presentazione della dichiarazione dei redditi per poter ricalcolare il reddito complessivo al fine della tassazione finale, del coretto calcolo delle detrazioni d’imposta e per tener conto, inoltre, dell’eventuali ritenute d’acconto versate dal committente.

E’ quindi chiaro che il tetto massimo del contratto di lavoro autonomo occasionale fino a 5.000 euro rappresenti, ma come vedremo tra poco, un limite più di natura contributiva.

REGIME PREVIDENZIALE

Dal punto di vista previdenziale, è prevista una fascia di esenzione fino a 5.000 euro lordi annui, intesi come sommatoria di tutti i redditi derivanti da tale tipologia contrattuale, entro la quale non vi è obbligo di versamento dei contributi alla Gestione seperata dell’INPS

Sottolineo che in caso di superamento di tale limite è prevista l’iscrizione alla Gestione separata e il versamento dei contributi nelle stesse modalità dei collaboratori coordinati e continuativi, da parte del committente, senza quindi obbligo dell’apertura della partita IVA. E’ di notevole importanza che astrattamente, l’occasionalità potrebbe sussistere anche con il compimento di un unico affare all’anno, anche con importo superiore ai 5.000 € lordi. Per evitare spiacevoli accertamenti da parte dell’Agenzia delle Entrate è, però, fortemente consigliato farsi assistere da un professionista per valutare caso per caso la necessità di apertura della partita IVA.

ALBI PROFESSIONALI

Venendo infine al principio ribadito dall’Agenzia delle Entrate con la Risoluzione n. 41/E del 15 luglio 2020, si puntualizza come tale attività di lavoro occasionale fino a 5.000 euro sia incompatibile con le attività autonome riservate agli iscritti agli Albi professionali. Infatti quest’ultimi, iscrivendosi all’Albo, manifestano l’intenzione di svolgere professionalmente e abitualmente la propria attività, pertanto non sarà possibile per loro, svolgere le stesse prestazioni come lavoro autonomo occasionale. 

Ciò perché tutti i redditi conseguiti nell’esercizio dell’attività professionale autonoma sono attratti dal regime fiscale dei redditi di lavoro autonomo, svolto con abitualità e professionalità, come previsto dal TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi) e quindi non sono occasionali.

Facendo un esempio, si può sostenere che un architetto, regolarmente iscritto all’Albo, se per un anno percepisce solo compensi occasionali relativi alla sua prestazione, non potrà avvalersi del regime fiscale per lavoro occasionale fino a 5.000 €, posto che la sola iscrizione all’Albo rappresenta che l’attività sa riconducibile all’esercizio di un’attività professionale abituale e che tale abitualità dell’esercizio professionale è insito della volontaria iscrizione del professionista all’Albo, costituente titolo per l’affidamento di compiti in modo ricorrente. (Cassazione, sentenza 27 marzo 1987, n. 2297)

PER MAGGIORI INFO:

https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/web/guest/schede/pagamenti/f24versritredddiv/cosa-f24-redrit-diversi

PER RICHIESTE DI CONTATTO:

https://sandrosantucci.com/#contatti

2 thoughts on “LAVORO OCCASIONALE FINO A 5.000 EURO”

  1. Silvia ha detto:

    Grazie per questo riassunto importante. Una sola domanda: chiunque, a esclusione degli iscritti agli ordini professionali, può effettuare prestazioni di lavoro occasionale? Si può inquadrare in questo modo i saltuari aiuti domestici (anche prestati da persone che hanno già contratti attivi)?
    Grazie!

    1. Sandro Santucci ha detto:

      Buongiorno Silvia, le prestazioni occasionali possono essere svolte da chiunque certo, ma deve essere garantita l’autonomia nello svolgimento della prestazione come caratteristica essenziale del contratto. In ambito domestico, risulta molto difficile mantenere tale sfera di autonomia nella prestazione lavorativa, posto che il rapporto di lavoro si configura comunemente come subordinato, con il classico assoggettamento del lavoratore ai canonici indici di subordinazione.
      B giornata!

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