INQUADRAMENTO DEL LAVORATORE E VARIAZIONE DELLE MANSIONI

INQUADRAMENTO DEL LAVORATORE E VARIAZIONE DELLE MANSIONI

Di Sandro Santucci

l seguente articolo cerca di descrivere con semplice chiarezza illustrativa come funziona, all’interno del rapporto di lavoro, l’inquadramento del lavoratore e variazione delle mansioni. Appare infatti utile conoscere tali aspetti, dietro ai quali potrebbero celarsi, astrattamente, profili di illiceità e di retribuzioni mancanti.

Inquadramento del lavoratore e variazione delle mansioni. Come avviene e quali sono i limiti.

MANSIONI E QUALIFICHE

La previsione principale al fine della corretta attribuzione del livello e del conseguente inquadramento del lavoratore e variazione delle mansioni è contenuta nell’art. 2103 del codice civile, così come modificato dal Jobs Act, in cui è sancito che:

‘Il lavoratore deve essere adibito alle mansioni per le quali è stato assunto o a quelle corrispondenti all’inquadramento superiore che abbia successivamente acquisito ovvero a mansioni riconducibili allo stesso livello e categoria legale di inquadramento delle ultime effettivamente svolte.’

Preliminarmente è bene ricordare che l’inquadramento del lavoratore avviene nel rispetto delle categorie legali (Dirigenti, Quadri, Impiegati, Operai) e della qualifica (ad esempio Addetto all’ufficio acquisti, Responsabile marketing…), la quale raggruppa l’insieme delle mansioni a cui è adibito il lavoratore.

All’atto dell’assunzione, infatti, il datore di lavoro e il lavoratore pattuiscono i compiti e le funzioni oggetto del contratto di lavoro, le quali, nel loro insieme, rappresentano la definizione della qualifica che rappresenterà il livello di inquadramento e il criterio adottato per l’ammontare della retribuzione dovuta. Appare evidente, pertanto, l’essenziale importanza dell’inquadramento del lavoratore e variazione delle mansioni.

IL RUOLO DEL CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO

Tali livelli, come noto, sono indicati espressamente nel CCNL a cui il contratto individuale di lavoro rinvia per disciplinare tutti i diversi aspetti – anche retributivi – del rapporto di lavoro. Il CCNL, infatti, dispone una classificazione del personale in cui a ogni singola qualifica, sulla base delle mansioni svolte, è assegnato un livello retributivo.

E’, pertanto, di fondamentale importanza la comprensione circa la corretta modalità di inquadramento del lavoratore e variazione delle mansioni, e, inoltre, che quanto indicato nel contratto di lavoro rifletta concretamente la situazione di fatto. E’ sempre più comune, infatti, che nel contratto venga indicato formalmente un livello e una qualifica che sulla base del CCNL applicato siano sì corretti, ma nella realtà le mansioni effettivamente svolte siano diverse o superiori.

Ad esempio può succedere che venga sottoscritto un contratto di lavoro in cui è indicata come qualifica quella di Commessa nel CCNL Terziario – Confcommercio, con inquadramento formale corretto al livello 4, ma che nella realtà, in sostanza, la lavoratrice svolga mansioni di responsabile inquadrabili al livello 3 o 2 in base al grado di autonomia.

In questi casi è opportuno intervenire al fine della correzione dell’inquadramento corretto, in quanto trattasi di sottoinquadramento del lavoratore cui conseguono differenze retributive, contributive e, se il sottoinquadramento fosse reiterato nel tempo, anche il risarcimento del danno.

VARIAZIONE DELLE MANSIONI

Chiarito tale aspetto prettamente tecnico legale dell’inquadramento del lavoratore e variazione delle mansioni, è opportuno chiarire anche il potere del datore di lavoro alla modifica delle mansioni pattuite contrattualmente.

E’ infatti informazione di pubblico dominio che il Jobs Act abbia ampliato tali poteri, dando la possibilità al datore di lavoro, in alcuni casi, di modificare le mansioni del lavoratore senza il suo consenso. E’ il caso infatti della variazione della mansione con un’altra equivalente, concetto che ora è stato sostituito da quello di mansioni ‘riconducibili allo stesso livello di categoria legale di inquadramento’. 

Se prima, infatti, il concetto di equivalenza, seppure tenesse in considerazione il patrimonio complessivo dell’esperienza maturata dal lavoratore, era oggetto di controverse incertezze interpretative, ora si risolvono attraverso il rimando a tutte quelle mansioni presenti nella categoria legale del livello indicate nel CCNL. Per esempio la nostra commessa del 4 livello potrebbe essere adibita, senza il suo consenso, a tutte le mansioni del 4 livello mentendo la sua stessa categoria ad esempio di OPERIA e la stessa retribuzione, essendo il livello il medesimo. 

Ultima fattispecie oggetto di tale breve articolo al fine di una miglior comprensione dell’inquadramento del lavoratore e variazione delle mansioni, è, appunto, la variazione in peggio delle mansioni. All’art. 2103 del codice civile è previsto infatti che:

‘In caso di modifica degli assetti organizzativi aziendali che incide sulla posizione del lavoratore, lo stesso può essere assegnato a mansioni appartenenti al livello di inquadramento inferiore purché rientranti nella medesima categoria legale’

VARIAZIONE IN PEGGIO DELLE MANSIONI

Tale disposizione offre la possibilità al datore, al ricorrere di determinate condizioni, spesso abusate e/o assenti, di variare unilateralmente senza consenso del lavoratore le mansioni del contratto di lavoro in quelle del livello inferiore, mantenendo la stessa categoria e garantendo il trattamento economico di provenienza, salvo quelle voci retributive specificamente correlate. 

E’ il caso ad esempio, in cui la commessa del 4 livello, in caso di riorganizzazione effettiva e reale, non fittizia, e da dimostrare, venga adibita senza il suo consenso al livello 5, più basso, mantenendo la retribuzione del 4 livello salvo ad esempio l’indennità di cassa, se la nuova mansione non ne preveda l’utilizzo. E’, inoltre, richiesto che il lavoratore sia accompagnato da un percorso formativo per le nuove mansioni richieste.

E’ evidente, in conclusione, come l’inquadramento del lavoratore e variazione delle mansioni possano celare alcune rilevanti criticità e pretestuosi abusi nei confronti del lavoratore, se non correttamente conosciuti gli elementi essenziali posti alla base del loro istituto giuridico.

PER MAGGIORI INFO:

https://it.wikipedia.org/wiki/Mansioni

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